Benin

DOCUMENTI DI SPEDIZIONE

 

Oltre alla dichiarazione doganale (DAU) usualmente richiesta (salvo all`interno dell`Unione europea), le spedizioni destinate al Benin devono essere accompagnate dai documenti di seguito citati.

Per ulteriori informazioni consultare il sito Agenzia delle Dogane e dei Monopoli:

https://www.agenziadoganemonopoli.gov.it/portale/

 

a) Fattura commerciale

Richiesta almeno in tre copie, deve contenere i riferimenti abituali e deve essere redatta in lingua francese.

 

b) Prove dell'origine preferenziale: Dichiarazione d'origine su documento commerciale o Certificato EUR.1

Sebbene il Benin non conceda ancora un regime doganale preferenziale ai prodotti originari dell'Unione europea, le dogane locali possono esigere un documento che giustifichi l'origine della merce, ossia un certificato EUR.1 o, alternativamente, una dichiarazione d'origine redatta dall'esportatore:

1. Certificato EUR.1

Per consentire ai destinatari delle merci di beneficiare del regime preferenziale applicabile ai prodotti dell'Unione europea, è possibile produrre un certificato EUR.1, rilasciato dall’Amministrazione doganale; che servirà a destinazione come giustificativo d'origine.

 

2. Dichiarazione d'origine su documento commerciale

Dal 31 dicembre 2019, il Benin applica il sistema REX nell'ambito del sistema di preferenze generalizzate (SPG). Di conseguenza, al momento dell'importazione sarà possibile presentare una dichiarazione d'origine, richiesta in particolare, per prodotti "incorporati nella fabbricazione di un prodotto locale e riesportati verso l'UE".

La dichiarazione potrà essere effettuata da qualsiasi esportatore per le spedizioni di valore inferiore a 6.000 euro e da un esportatore autorizzato per le spedizioni di valore superiore a 6.000 euro; potrà essere redatta su una fattura, una bolla di consegna o qualsiasi altro documento commerciale che descriva i prodotti in questione in modo sufficientemente dettagliato per poterli identificare.

La dichiarazione può essere redatta come segue:

 

"L'esportatore dei prodotti oggetto del presente documento (autorizzazione doganale n. ...)

dichiara che, salvo indicazione contraria, tali prodotti sono di origine preferenziale ..........".

 

Luogo e data (opzionali se l'informazione compare nel documento)

Firma dell'esportatore

 

c) Certificato di origine

Per i prodotti di origine comunitaria che non possono beneficiare di una dichiarazione di origine su fattura e per i prodotti non comunitari, può essere richiesto un certificato di origine.

Il certificato può anche essere dovuto su domanda dell'importatore, delle autorità locali o degli altri soggetti che concorrono alla realizzazione dell'operazione di esportazione, in particolare le banche in caso di pagamento tramite credito documentario.

d) Certificato fitosanitario (1)

Richiesto per la frutta, i legumi, le sementi e altri vegetali, è rilasciato dal Servizio fitosanitario delle Regioni di appartenenza.

 

e) Certificato sanitario (2)

Richiesto per le carni e prodotti di origine animale (latte, uova, preparazioni a base di carne, ecc.) è rilasciato dai servizi veterinari delle ASL di appartenenza.

Si suggerisce comunque di prendere maggiori informazioni presso le amministrazioni competenti o dal proprio importatore.

 

f) Certificato o attestato di libera vendita dei cosmetici

Non richiesto

 

Da sapere: I documenti rilasciati da un'amministrazione e direttamente collegati ad un'operazione commerciale o doganale (certificato sanitario, ad esempio) devono essere legalizzati in anticipo.

 

TRASPORTO, IMBALLAGGI, ETICHETTATURA

 

a) Documenti di trasporto

I principali documenti di trasporto sono: la polizza di carico, la lettera di vettura aerea Air Waybill (AWB), la lettera di vettura internazionale CMR (Convention des Merchandises par Route).

 

b) Lista dei colli

Questa lista riassume tutte le merci esportate e precisa il volume, il numero dei colli, le casse, i contenitori nonché la quantità esatta delle merci.

 

c) Assicurazione trasporto

Esiste un obbligo di assicurazione locale per garantire nel Benin il trasporto internazionale di merci.

 

d) Distinta di carico elettronica - BESC

La distinta di carico elettronica BESC (Bordereau électronique de suivi des cargaisons) è obbligatoria per le spedizioni marittime verso il Benin.

Il documento è competenza del Porto autonomo di Cotonou; si invita a visitare il Portail National des services publics du Bénin per conoscere le modalità e i costi di rilascio.

 

e) Trattamento degli imballaggi in legno

Sebbene non vi sia alcun obbligo al momento, è comunque opportuno consultare il sito del Ministero dell'Agricoltura e contattare il servizio competente prima di ogni spedizione.

 

f) Etichettatura e controlli

Sussistono requisiti in materia di etichettatura variabili a seconda dei prodotti; si consiglia di consultare il sito Access2markets per i dettagli.

La Legge di Bilancio del Benin per il 2020 ha sancito la soppressione di numerose tasse che gravavano su merci quali tabacco, sigarette, bevande, prodotti di profumeria e di cosmesi, oli e grassi, caffè, sacchetti in plastica, marmo, oro e pietre preziose, farina di grano, la radiofonia o ancora il tè. 

Alcune merci il cui valore FOB è pari o superiore a 500.000 franchi CFA sono soggette a un controllo in dogana del valore e della classificazione tariffaria.

Nel quadro della digitalizzazione delle procedure doganali, tutti i pagamenti di imposte e di tasse sono effettuati online o tramite bonifico bancario mentre non sono accettati contanti e assegni.

SPEDIZIONE TEMPORANEA

Il Benin non aderisce alla Convenzione ATA pertanto per le importazioni temporanee è necessario ricorrere alle procedure doganali.

 

Capitale: Porto Novo

Città principali: Cotonou, Parakou, Ouidah

Superficie: 112.622 km²

Popolazione: 13,3 milioni (2023)

Religione: cristiani (42%); musulmani (25%); animisti (17%)

Lingua ufficiale: francese

Valuta: franco CFA

PIL: 7,3 miliardi $

PIL/pro-capite: 736,9 $

Settori economici: agricoltura (cotone); pesca; petrolio

 

Export italiano verso il paese:
BENIN
20232024202520252026
Totale (mln. €)54,1341,94   
Variazione (%)-3,4-22,4   

Il Benin è uno Stato costiero di modeste dimensioni situato nell'Africa occidentale, universalmente noto come la culla della religione voodoo. Il Paese occupa una posizione strategica, fungendo da cerniera tra l'Africa sub-sahariana e il Golfo di Guinea.

A fronte di un tasso di crescita demografica molto elevato e di un sottosuolo povero di risorse naturali, il Paese incontra notevoli difficoltà nell'offrire alla popolazione servizi pubblici quantitativamente e qualitativamente sufficienti. L’economia locale si basa principalmente sull’agricoltura — con una forte specializzazione nella coltivazione del cotone — e sulle attività commerciali legate al porto di Cotonou.

Il Paese aderisce a diverse organizzazioni regionali e internazionali, tra cui l'ECOWAS/CEDEAO, l'UEMOA, l'OHADA e la Zona di Libero Scambio Continentale Africana (ZLECA).

Il Benin è membro dell'Organizzazione Mondiale delle Dogane - WTO dal 22 febbraio 1996.

 

Il Benin fa parte dei paesi ACP (Africa, Caraibi e Pacifico), legati all'Unione Europea dall'Accordo di Cotonou, firmato il 23 giugno 2000 e formalmente entrato in vigore nel 2003. Tale accordo ha gettato le basi per i successivi Accordi di Partenariato Economico (APE), negoziati dall'UE con sette macro-regioni dell'area ACP. In quanto membro del blocco dell'Africa occidentale, il Benin ha siglato il progetto di accordo regionale il 30 giugno 2014. Si tratta del primo partenariato economico che unisce l'UE non solo a 16 paesi della regione, ma anche alle due grandi organizzazioni regionali dell'area, ossia la ECOWAS/CEDEAO e l'UEMOA.

L'accordo prevede un'apertura asimmetrica dei mercati: mentre l'Unione europea ha garantito il libero accesso totale al proprio mercato fin dal primo giorno, l'Africa occidentale si è impegnata a ridurre in modo parziale e graduale le proprie tariffe doganali sulle importazioni europee, nell'arco di un periodo di 20 anni. Inoltre, per i beni agricoli e di consumo già prodotti a livello locale, o per i quali la regione intende sviluppare una capacità produttiva autonoma, l'Africa occidentale mantiene l'applicazione dei propri dazi protettivi.

Lo stato di avanzamento dei negoziati e delle relative ratifiche è consultabile sul portale ufficiale della DG Trade della Commissione Europea.

 

In attesa della completa entrata in vigore dell'accordo regionale, il Benin beneficia del regime speciale transitorio dell'UE denominato "Tutto tranne le armi" (EBA - Everything But Arms), che consente alle merci beninesi di entrare nel mercato europeo senza dazio zero e contingentamenti tariffari.

L'evoluzione delle relazioni politiche bilaterali è disponibile sul sito del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE/EEAS).

 

Il regime delle importazioni in Benin è relativamente aperto e le procedure doganali sono oggetto di un profondo processo di ammodernamento.

 

Le operazioni di sdoganamento sono interamente digitalizzate tramite la piattaforma SYDONIA WORLD. La rete informatica copre tutti i posti doganali del territorio nazionale e la registrazione delle dichiarazioni avviene esclusivamente per via elettronicaIl controllo delle dichiarazioni doganali è basato su un metodo di gestione dei rischi che prevede tre diversi canali di verifica: verde (ammesso conforme), giallo (controllo documentale) e rosso (controllo documentale e fisico delle merci).

Presso il Porto di Cotonou è stato istituito lo Sportello Unico Portuale (Guichet Unique Portuaire) che prevede l'impiego di procedure completamente dematerializzate, riducendo i tempi e semplificando i passaggi burocratici. 

Per i dettagli operativi e le istruzioni, si rimanda alla consultazione del sito ufficiale delle autorità portuali di Cotonou.

 

Alcune tipologie di merci sono proibite in virtù di convenzioni internazionali o per ragioni legate alla sicurezza nazionale e alla salute pubblica. Fino al 2013 il Paese ha applicato una moratoria sull'importazione e la coltivazione di organismi geneticamente modificati (OGM), configurando una situazione di persistente vuoto normativo in materia. Inoltre, l'importazione di specifici prodotti strategici o di largo consumo è riservata esclusivamente a operatori economici autorizzati, al fine di assicurare un buon approvvigionamento del mercato nazionale e garantire dei livelli di qualità.

 

Il Benin ha superato la vecchia Tariffa Esterna Comune dell'UEMOA per applicare la Tariffa Esterna Comune della ECOWAS/CEDEAO, entrata ufficialmente in vigore il 1 gennaio 2015.

DOCUMENTI DI VIAGGIO

 

Passaporto

Per entrare in Benin è necessario il passaporto, con una validità residua non inferiore al periodo di permanenza nel Paese. Per eventuali variazioni alla normativa relativa alla validità residua richiesta del passaporto, si consiglia di informarsi preventivamente presso l’Ambasciata del Benin.

 

Visto d’ingresso

Il Benin ha implementato dal 2018 un visto elettronico dematerializzato, per ottenere il quale è possibile fare domanda online tramite il sito web ufficiale https://evisa.bj (alcuni siti web fraudolenti affermano di offrire visti per il Benin, ma l’unico sito valido è quello ufficiale).

I richiedenti devono avere un passaporto valido, un biglietto di ritorno e un libretto di vaccinazione attestante il vaccino contro la febbre gialla. 

Il visto viene rilasciato all’arrivo all'aeroporto di Cotonou; si suggerisce di presentare richiesta almeno 7-10 giorni prima della data di arrivo.

 

Vaccinazioni

Per entrare in Benin è obbligatoria la vaccinazione contro la febbre gialla per tutti i viaggiatori a partire dai 9 mesi di età. È quindi necessario esibire il Certificato Internazionale di Vaccinazione (Yellow Card), comprovante l'avvenuta somministrazione. Il documento viene richiesto dal personale preposto al controllo sanitario prima del controllo passaporti; in mancanza si rischia il respingimento alla frontiera d’ingresso o la quarantena. Oltre a portare con sé l'originale cartaceo, si consiglia di conservarne una copia digitale, da recuperare in caso di smarrimento o danneggiamento. 

Nel corso del soggiorno, qualora si manifestino febbre o cefalea, si raccomanda di rivolgersi immediatamente a una struttura sanitaria. Al rientro in Italia, in presenza di sintomi analoghi, è fondamentale segnalare subito al proprio medico curante il soggiorno in una zona endemica. 

Previo parere medico, sono inoltre suggerite le seguenti vaccinazioni e profilassi: la meningite meningococcica (endemica soprattutto nel nord del Paese e raccomandata in particolare nel periodo secco tra dicembre e giugno); la profilassi antimalarica; il tifo, le epatiti A e B, il richiamo difterite-tetano-poliomielite (DTP) e la valutazione per la tubercolosi in base al tipo di viaggio. 

 

INDIRIZZI UTILI

 

La Repubblica del Benin non ha, al momento, una Rappresentanza Diplomatica in Italia; l’Ambasciata competente per l’Italia è l’Ambasciata del Benin a Parigi:

Ambassade de la République du Benin en France

87 Avenue Victor Hugo, 75116 Paris

Tel.: +33 01 4047 0060

E-mail: ambassade.paris@gouv.bj

Sito Web: https://benin-ambassade.fr/

 

Ambasciata d’Italia non presente nel Paese.

Per le relazioni bilaterali, la competenza è in capo all’Ambasciata d’Italia ad Abuja mentre per le questioni consolari, la competenza è in capo al Consolato Generale d’Italia a Lagos.

Ambasciata d’Italia ad Abuja

Europe House, European Union Crescent, Central Business District, Garki, Abuja

E-mail: abuja.segreteria@esteri.it

Cancelleria Consolare: consolare.abuja@esteri.it

Sito web: https://ambabuja.esteri.it

Cellulare di Emergenza: +234 (0) 803 523 5848

 

Consolato Generale d’Italia a Lagos

12B, Walter Carrington Crescent, Victoria Island, Lagos

E-mail: segreteria.lagos@esteri.it

Sito Web: https://conslagos.esteri.it

Cellulare di Emergenza: +234 (0) 812 912 1605

Consolato Onorario d'Italia in Benin

Sig.ra Roberta Copelli

12eme Arrondissement, les Cocotiers, Haie Vive Maison 341, Cotonou

Tel.:+229 (0) 157 504 743

E-mail: Consolato.Onorario.ItaliaBenin@gmail.com; Secretariat.ConsulatItalieBenin@gmail.com

(1) Certificati fitosanitari di esportazione, sono rilasciati dal servizio fitosanitario delle Regioni di appartenenza.

L'organo competente è il Servizio Fitosanitario Nazionale, costituito dal Servizio Fitosanitario Centrale presso il Ministero Agricoltura e dai Servizi Fitosanitari Regionali (SFR) presso le Regioni.

Il Servizio Fitosanitario Centrale ha compiti di coordinamento, mentre ad operare sul territorio sono i SFR.

Il personale abilitato all'attuazione della normativa fitosanitaria possiede la qualifica di 'Ispettore Fitosanitario' ed è munito di apposita tessera di riconoscimento.

 

(2) I certificati sanitari per i prodotti animali vari (ittici, molluschi ecc.) e derivati animali come latticini formaggi ecc. I certificati vengono rilasciati dal servizio veterinario delle ASL di appartenenza.

Per ulteriori informazioni consultare il sito Ministero della salute.