Arabia Saudita

DOCUMENTI DI SPEDIZIONE

 

Oltre alla dichiarazione in dogana (DAU o suo equivalente elettronico) usualmente richiesta (salvo all'interno dell'Unione europea), le spedizioni a destinazione dell’Arabia Saudita devono essere accompagnate dai documenti di seguito citati.

Per ulteriori informazioni consultare il sito Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: https://www.agenziadoganemonopoli.gov.it/portale/

 

a) Fattura commerciale

Deve essere redatta in quattro esemplari, in inglese o in arabo, e deve contenere i riferimenti abituali compresa l’origine.

L'importatore può richiedere che sulla fattura commerciale sia inclusa una dichiarazione del produttore, che può avere la seguente forma:

"Le merci sono state fabbricate da ... (nome e indirizzo del produttore)."

La fattura commerciale deve essere successivamente vistata e legalizzata dalla Camera di Commercio di competenza e sottoposta al visto del Consolato.

Si consiglia in ogni caso di verificare con il cliente se questa formalità sia obbligatoria per la tipologia di merci esportate.

 

b) Certificato di origine

Obbligatorio per le merci soggette a misure sanitarie o fitosanitarie e per tutte le merci che non recano un marchio di origine permanente. Può anche essere richiesto dall'importatore, dalle autorità doganali o da qualsiasi organismo coinvolto nell'operazione di esportazione. 

Il certificato di origine è redatto sul modulo unionale e rilasciato dalla Camera di commercio competente. Il paese di origine deve essere chiaramente indicato, eventualmente dettagliando i Paesi nella casella 6 “Descrizione della merce" in caso di origini multiple.

Come per la fattura, anche il certificato di origine può essere sottoposto al visto consolare. Si consiglia di verificare con il proprio cliente se la legalizzazione del certificato di origine sia necessaria.

 

c) Certificato fitosanitario

Per la frutta, i legumi, le sementi e altri vegetali.

 

d) Certificato sanitario

E` necessario per le carni e sottoprodotti di origine animale (latte, uova, preparazione di carni, ecc.).

 

e) Certificato di non contaminazione radioattiva

È incluso nel certificato sanitario per prodotti come il latte e il pollame.

 

In materia di controlli sanitari e fitosanitari l'Arabia Saudita applica ampiamente il principio di precauzione nel controllo sanitario e fitosanitario. Gli esportatori sono invitati a rispettare rigorosamente gli standard sanitari sauditi e fornire tutti i certificati che possono essere richiesti.

 

f) Certificato di macellazione

Per le carni secondo il rito islamico.

 

Da sapere: le fatture commerciali e i certificati sanitari (compreso il certificato di macellazione secondo il rito islamico) devono essere vistati dalla Camera di Commercio di competenza e legalizzati dal Consolato.

 

g) Certificato o attestato di libera vendita dei cosmetici

Redatto sulla base delle informazioni rilasciate dall’esportatore, attesta che i prodotti spediti sono conformi alla legislazione italiana/unionale e in libera vendita in Italia e/o nei Paesi UE.

 

TRASPORTO, IMBALLAGGIO, ETICHETTATURA

 

a) Documenti di trasporto

I principali documenti di trasporto sono la polizza di carico, la lettera di vettura aerea (AWB) e la lettera di vettura internazionale CMR.

 

b) Lista dei colli

Questa lista riepiloga tutte le merci esportate e specifica i volumi, il numero di colli, casse e container, nonché la quantità esatta di merci. Deve essere redatta in inglese o in arabo. 

Può essere soggetta a legalizzazione su richiesta dell'importatore. Si consiglia di informarsi al riguardo con il proprio cliente.

 

c) Assicurazione trasporto

Non esiste alcun obbligo legale di assicurazione locale, il che significa che non vi è alcun obbligo di assicurare il trasporto internazionale di merci in Arabia Saudita. Tuttavia, sarà richiesto un certificato di assicurazione, oltre alla fattura commerciale, se è stato utilizzato l'Incoterm® ICC CIF. Qualora sia invece utilizzato l'Incoterm® ICC FOB, è necessario verificare con l'importatore se è richiesto un certificato di assicurazione.

 

d) Trattamento degli imballaggi in legno

Sebbene non vi siano specifiche richieste in merito, è raccomandato l'uso di imballaggi sani e si consiglia di verificare eventuali necessità specifiche prima della partenza.

Per ulteriori informazioni consultare il sito https://www.ippc.int/en/countries/saudi-arabia/

 

e) Etichettatura

Per quanto riguarda l'etichettatura, deve essere in arabo o bilingue arabo e inglese. Le informazioni richieste dipendono dai prodotti.

 

ISPEZIONE MERCI

Il controllo di conformità alle norme saudite si applica a tutti i beni di consumo importati. Ne sono esclusi:

  • medicinali e attrezzature mediche;

  • petrolio;

  • prodotti per i quali è stata fornita documentazione a garanzia del rispetto dei requisiti religiosi islamici;

  • prodotti alimentari (sementi, ortaggi, animali, ecc.) soggetti alla normativa sanitaria e fitosanitaria della Saudi Food and Drug Authority (SFDA),

  • attrezzature militari.

Sistema SALEM-SABER

A far data dal 1 gennaio 2018 è stato implementato il sistema SALEM-SABER, una procedura elettronica di valutazione della conformità, cui far ricorso per richiedere e ottenere i certificati di conformità. Il programma è gestito dalla SASO (Saudi Arabian Organization for Standardization) ed il  suo obiettivo principale è garantire che i prodotti, sia importati che locali, rispettino gli standard di sicurezza, qualità e protezione ambientale del Regno saudita.

Lo strumento messo a disposizione degli operatori, attraverso il quale importatori ed esportatori registrano i prodotti per ottenere i certificati necessari allo sdoganamento, è il portale SABERTutti i prodotti importati devono essere registrati sulla piattaforma, ma sono suddivisi in prodotti regolamentati e non regolamentati.

 

I prodotti regolamentati devono prima ottenere un certificato di conformità del prodotto (PCoC). Questo certificato è necessario per attestare che ogni prodotto è conforme agli standard e ai regolamenti tecnici sauditi applicabili. Viene rilasciato una volta per ogni prodotto ed è valido per un anno

 

I prodotti non regolamentati non necessitano di un PCoC ma è sufficiente un'autodichiarazione di conformità da registrare sempre nella piattaforma SABER.

 

Inoltre, per tutte le spedizioni di prodotti in Arabia Saudita è richiesto un certificato di conformità della spedizione (SCoC), anche se si è già in possesso di un PCoC, in quanto verifica che il lotto o la specifica partita di prodotti sia conforme agli standard certificati nel PCoC. Questo certificato è necessario per lo sdoganamento.

Per alcuni prodotti, è richiesta una licenza Saudi Quality Mark (SQM), prerequisito per ottenere un certificato di conformità del prodotto. Il modulo di domanda (compilato in arabo o in inglese) deve essere presentato a cura dell'importatore tramite il portale JEEM della SASO. I prodotti interessati includono, a titolo esemplificativo ma non esaustivo: prolunghe, apparecchi a gas e relativi accessori, cemento, pitture e vernici, piastrelle in ceramica e porcellana, tondini e piastre in ferro e acciaio, pannelli compositi in alluminio e prese elettriche autonome, compresi gli interruttori.

Per maggiori informazioni sul programma, è possibile rivolgersi agli organismi di certificazione accreditati, quali Intertek, TÜV Rheinland, Nemko, SGS

Prodotti cosmetici, farmaceutici e alimentari

 

La Saudi Arabian Food and Drug Authority (SFDA) è responsabile della regolamentazione dei prodotti cosmetici, farmaceutici e alimentari. Si riportano di seguito alcune disposizioni specifiche:

 

  • Dal 3 ottobre 2021, gli importatori di prodotti cosmetici (non gli esportatori) devono richiedere un certificato di conformità tramite la piattaforma FASEH

     

  • Dal 27 gennaio 2009, tutte le merci importate devono recare un marchio di origine fisso e non rimovibile.

  • Poichè gli imballaggi vengono spesso conservati all'aperto e talvolta sottoposti a manipolazioni brusche, è essenziale garantire che siano resistenti all'acqua, ai furti e agli urti.

  • Le merci destinate al Riyadh Dry Port via Dammam devono essere pallettizzate, pena l’applicazione di un’ammenda.

  • Per le merci destinate o in transito a Dammam, i dati di contatto del destinatario devono essere completi, vale a dire che è necessario indicare: Nome e indirizzo del destinatario - Casella postale - Numero di telefono/fax (facoltativo un secondo numero di telefono e/o indirizzo email).

  • Dal 1 gennaio 2014, tutti gli esportatori di prodotti farmaceutici e alimentari devono registrarsi presso la Saudi Food & Drug Authority.

  • Gli imballaggi per prodotti alimentari in plastica o contenenti plastica devono riportare chiaramente il simbolo di qualità alimentare riconosciuto a livello internazionale (il bicchiere e la forchetta).

 

Capitale: Ryadh
Città principali: Gedda, La Mecca, Damman
Superficie (km²): 2.149.690
Popolazione: 28 milioni (2011); 36,2 milioni (2025)
PIL 577,6 miliardi $
PIL/pro capite: 20 504,4 $
Settore economico: petrolio
Religioni: musulmana
Lingue ufficiali: arabo
Moneta: Rial saudita, SAR
Fuso orario: 3 ore avanti rispetto all’orario del Meridiano di Greenwich; 2 ore avanti rispetto all’Italia

L'Arabia Saudita è situata in Asia; confina con l'Iraq, la Giordania, il Kuwait, l'Oman, il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti e lo Yemen. È bagnata dal Golfo Persico a nord-est e dal Mar Rosso ad ovest. 

Curiosità sul nome: questa nazione ha un nome composto, occupando gran parte della penisola arabica porta il nome di Arabia ("terra degli arabi", che a sua volta deriva dal termine semitico arab, cioè nomade), mentre il termine Saudita deriva dalla dinastia Saud, che fece nascere la nazione e la portò al massimo splendore commerciale ed economico.
 

L'Arabia saudita fa parte del CCG (Consiglio di Cooperazione del Golfo) che comprende oltre al Barhain, gli Emirati Arabi, il Kuwait, Oman ed il Qatar.   
L’Arabia Saudita partecipa - tramite il Consiglio di Cooperazione del Golfo - all'accordo di libero scambio GCC/Singapore e GCC/EFTA.
    
L'Arabia Saudita fa anche parte della Grande Zona di libero-scambio. Infine, ha firmato accordi con diversi paesi del Nord Africa. 
Esiste un’armonizzazione all'interno del GCC in alcune aree, in particolare in termini di cooperazione economica: mercato comune, cooperazione doganale, creazione di un ufficio comune di brevetto, ecc. L'Arabia Saudita ha adottato il regolamento unificato GCC per alcune linee di prodotto: pesticidi e fertilizzanti, quarantena di prodotti agricoli, semi e regolamenti forestali, ecc.
  
L'Arabia Saudita è membro dell'WTO dall'11 dicembre 2005.
  
I paesi dell'Unione europea e del Golfo sono vincolati da un trattato di cooperazione firmato nel 1988. Già nel 1989 intendevano istituire una cooperazione economica e tecnica e prevedevano la negoziazione di un accordo di libero scambio già nel 1990. Più volte sospeso, poi rilanciato, questo accordo è stato sospeso nuovamente nel 2008.
  
Lo stato dei negoziati/conclusioni del libero scambio tra l'UE ed i paesi del Golfo è disponibile sul sito della Commissione Europea – DG Commercio. 
Per quanto riguarda l'evoluzione delle relazioni politiche tra l'UE ei paesi del Golfo, è disponibile sul sito web dell’Azione Esterna dell’UE.  

La politica di importazione di questo paese è liberale per la maggior parte dei prodotti. Esistono tuttavia divieti di importazione, soprattutto per motivi religiosi, e diversi prodotti sono soggetti all'autorizzazione (http://www.customs.gov.sa/sites/sc/en/).
 
SETTORI PRODUTTIVI
 
L’economia saudita, è dominata dal settore petrolifero, che contribuisce in media per il 55% alla formazione del PIL nazionale, al 90% delle entrate di governo e all’80% dei proventi delle esportazioni.
Il settore industriale si basa sulle ampie risorse di idrocarburi ed è fortemente influenzato dagli sviluppi del settore petrolifero. La raffinazione del petrolio negli ultimi anni ha costituito il 25,4% del PIL manifatturiero. Il settore petrolchimico invece, anch’esso in crescita, si basa sul gas distribuito dal Master Gas System e sconta una forte dipendenza dalla produzione di greggio. Gli introiti petroliferi sono stati utilizzati negli anni per il finanziamento di diversi programmi di diversificazione industriale che mirano allo sviluppo del settore non-oil, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dell’economia dal petrolio. I settori che hanno beneficiato maggiormente di tali politiche sono stati l’agricoltura ed industrie tra cui quella del ferro ed acciaio, materiali da costruzione, alimentare, ingegneria, prodotti chimici e fabbricazione di metalli.

 
Uno dei settori sul quale si concentrano oggi i maggiori sforzi è il settore minerario. Il governo infatti ha in programma di sviluppare tale industria, con l’obiettivo di farne la terza colonna portante dell'economia saudita. Sul territorio nazionale sono presenti infatti, depositi considerevoli di oro, minerali di ferro, rame, argento, uranio, carbone, tungsteno ecc. Le riserve saudite di rame sono stimate a 60 milioni tonnellate metriche, mentre quelle di zinco, la cui produzione annuale è di 3000 tonnellate, solo nel grosso giacimento di Khanaiguiyah sono di 1,9 milioni di tonnellate.

 
Nuove interessanti opportunità di investimento si aprono in particolare per lo sfruttamento della bauxite e per la creazione di smelter e per la produzione di profilati di alluminio. Strumento operativo per lo svolgimento dell’attività mineraria è la società Saudi Arabian Mining Company "Maaden'', costituita nel 1997.
Dal 1970 in poi, lo sviluppo economico in Arabia Saudita si è basato su piani quinquennali di sviluppo, questi stabiliscono obiettivi per le infrastrutture e lo sviluppo e forniscono una cornice generale di spesa. In anni recenti, tuttavia, i programmi di pianificazione hanno subito ritardi a causa di disaccordi sulle prospettive del mercato del petrolio e della privatizzazione. Il nono piano di sviluppo 2010-2014 ha previsto un ambizioso programma di investimenti infrastrutturali (ferrovie, strade, aeroporti, porti, scuole, università, ospedali, telecomunicazioni, risorse idriche ed energetiche) con un piano di spesa di circa 400 miliardi di dollari.

 

 

PASSAPORTO E VISTI
 
Passaporto: necessario, con una validità residua di almeno sei mesi alla data della partenza. Per le eventuali modifiche relative alla validità residua richiesta del passaporto si consiglia di informarsi preventivamente presso l’Ambasciata saudita presente in Italia o presso il proprio Agente di viaggio.
 
Visto d’ingresso: la rete diplomatico-consolare saudita rilascia visti d’ingresso per affari, familiari al seguito, transito o pellegrinaggio (Hajj o Umrah). I visti d’ingresso non vengono rilasciati all’aeroporto o alla dogana. La validità dei visti per affari va da uno a sei mesi. I visti per turismo che erano emessi solo per viaggi collettivi “group tours” preventivamente approvati sono per il momento sospesi a tempo indeterminato. I passeggeri provenienti dall'Italia con ingresso in Arabia Saudita possono transitare nelle aree aeroportuali per un massimo di 12 ore.
Per maggiori informazioni sui visti di transito per l'Arabia Saudita, si prega di prendere contatto con l'Ambasciata Saudita a Roma.
I visti sono concessi esclusivamente su richiesta di un garante saudita (sponsor). L’Ambasciata d’Italia ed il Consolato Generale d’Italia a Gedda non possono sponsorizzare i privati cittadini per l’ottenimento del visto d’ingresso.
 
Per lasciare l’Arabia Saudita i residenti devono disporre di visto di uscita o uscita/re-ingresso. Esso non è richiesto ai viaggiatori temporanei e viene apposto su autorizzazione dello sponsor.
Si segnala che per qualsiasi problematica relativa ai visti in entrata e in uscita, è obbligatorio rivolgersi allo sponsor per l’assistenza e le autorizzazioni necessarie. Infatti, in Arabia Saudita, lo sponsor (che può essere persona fisica o giuridica), è l’unico responsabile della permanenza del lavoratore/visitatore straniero nei confronti delle Autorità locali.
Si raccomanda inoltre di verificare attentamente la scadenza del visto apposto sul passaporto. L’indicazione della scadenza in cifre arabe e secondo il calendario islamico si presta infatti ad errore. Il mancato rispetto della data di scadenza del visto determina l’impossibilità di lasciare il territorio saudita, se non dopo aver pagato una forte multa e ricevuto la relativa autorizzazione del Ministero degli Affari Esteri saudita.
A decorrere da aprile 2014, le richieste di visto di ingresso possono essere presentate solo presso gli uffici della VFS Tasheel, e quindi non più presso la Sezione Consolare dell’Ambasciata. Le procedure di rilascio di visti prevedono l’acquisizione di dati biometrici (impronta digitale, scansione retina ecc.), presso l'agenzia VFS Tasheel©, che tratta le seguenti tipologie di visto di ingresso: Personal Visit, Businessmen Visa, Visit of organizations, Family Visit, Working Visit, Government Visit, Extend Return, Student, Special Visit, Diplomatic Visit, Escort Visa, Resident,  Work e Commercial Visa.
 
INDIRIZZI UTILI
 
AMBASCIATE E CONSOLATI IN ITALIA

Reale Ambasciata dell'Arabia Saudita
Via G.B. Pergolesi, 9 - 00198 Roma
Tel: +39 06.84.48.51 – Fax +39)06. 85.51.781
ambasciata.saudita@arabia-saudita.it
www.arabia-saudita.it
Sezione consolare
Via Pietro Raimondi, 14 - 00198 Roma 
Tel. +39 06. 88.40.807 - 06 85.51.641; Fax +39 06 855 86 58 
consolato@arabia-saudita.it
AMBASCIATE E CONSOLATI IN ARABIA SAUDITA

 
 
Ufficio Economico e Commerciale
Tel.+966 (1) 4881212 (int. 121 oppure int. 127)
Telefax: +966 (1) 4880590 
economia.riad@esteri.it
Cancelleria Consolare
Ufficio Visti: consolato3.riad@esteri.it); Telefax: +966 (1) 488 1951
Capo Cancelleria: console.riad@esteri.it

 
Consolato Generale a Gedda
82, Mohamed Abdul Wahab Street Sharafia District 
P.O. Box 215 - 21411 Gedda 
Tel. +966 2 6421451 /2 -  6447016 Fax +966 2 6447344 
consolato.gedda@esteri.it 
www.consgedda.esteri.it/Consolato_Gedda
ICE-AGENZIA
P.O.BOX 94324
Mizan Building Olaya Main Road - 11693 RIYADH
Tel: +9661 4659201/ 4659637 - Fax: +9661 4659453
riyad@ice.it
http://www.ice.gov.it/paesi/asia/arabiasaudita/ufficio.htm?sede
CAMERE DI COMMERCIO


 

MINISTERI

 
ISTITUTI E AGENZIE NAZIONALI

 
 
ORGANISMI INTERNAZIONALI 
PRINCIPALI ISTITUTI BANCARI

 
 


 

 
 
(1) I Certificati fitosanitari di esportazione, sono rilasciati dal servizio fitosanitario delle Regioni di appartenenza.
L'organo competente è il Servizio Fitosanitario Nazionale, costituito dal Servizio Fitosanitario Centrale presso il Ministero Agricoltura e dai Servizi Fitosanitari Regionali (SFR) presso le Regioni.
Il Servizio Fitosanitario Centrale ha compiti di coordinamento, mentre ad operare sul territorio sono i SFR.
Il personale abilitato all'attuazione della normativa fitosanitaria possiede la qualifica di 'Ispettore Fitosanitario' ed è munito di apposita tessera di riconoscimento.
 
(2) I certificati sanitari per i prodotti animali vari (ittici, molluschi ecc.) e derivati animali come latticini formaggi ecc. I certificati vengono rilasciati dal servizio veterinario delle ASL di appartenenza. Per ulteriori informazioni consultare il sito Ministero della salute.
 
(3) La certificazione halal, che non sostituisce il previsto certificato sanitario, accompagna le carni che dall'Italia vanno all'estero. Halal è un termine arabo che vuol dire “lecito”, cioè fatto a regola, secondo i dettami della shari’a, la legge coranica.
Halal Italy Authority - è l'Organo ufficiale di Certificazione di Qualità Halal in Italia, riconosciuto da MUI (Majelis Ulama Indonesia), in rappresentanza dell'Autorità Internazionale di Certificazione Islamica (Halal International Authority - HIA) riconosciuta dalle Organizzazioni Governative, Organizzazioni non Governative, Associazioni dei Consumatori Halal e dalle Autorità e Rappresentanze Religiose dell'Islam nel mondo.
La certificazione halal può essere rilasciata anche da Halal Italia. Il 30 giugno 2010 il Ministero della salute, con il Ministero degli affari esteri, il Ministero dello sviluppo economico e il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali ha, infatti, sottoscritto la Convenzione interministeriale a sostegno dell'iniziativa Halal Italia, con l'obiettivo di promuovere la certificazione volontaria di qualità per le aziende italiane, che attesta la conformità alle prescrizioni religiose islamiche per i prodotti agro-alimentari, cosmetici e farmaceutici sotto il controllo del Comitato etico di certificazione halal della COREIS Italiana (Comunità Religiosa Islamica).
 
(4) Per i prodotti cosmetici può essere richiesto sia il certificato di libera vendita, sia l'attestato di libera vendita. Per il Rilascio Certificati di Libera Vendita (CLV) per esportazione di prodotti Cosmetici in Paesi al di fuori dell'Unione europea (extra UE), vedi sito del Ministero della salute.
 
(5) Società accreditate all’ispezione merci per l’Arabia Saudita: